L'ars amatoria
di Publio Ovidio Nasone

L'ars amatoria

Poeta di straordinaria facilità espressiva e talento narrativo, Ovidio fu una figura molto influente per la letteratura latina, ma anche per la cultura del Medioevo e del Rinascimento. Originario di Sulmona, dove nacque nel 43 a.C., studiò retorica a Roma e frequentò la corte di Augusto, dove divenne famoso grazie alle sue opere elegiache e amorose. Fra queste l’Ars amatoria è senz’altro la più celebre: un componimento poetico in tre libri dedicato agli uomini e alle donne in cerca di avventure galanti. Con una scrittura vivace e smaliziata, Ovidio descrive i luoghi dove è più facile incontrare belle donne, le tecniche utili a un primo approccio così come quelle per far funzionare nel tempo una storia d’amore e, da ultimo, insegna alle donne come tenersi alla larga e difendersi da quelle stesse strategie. Corredata dal testo latino a fronte e da un apparato ipertestuale di note, a cura di Adriana Della Casa, l’edizione digitale dell’Ars amatoria è un’opera incredibilmente moderna e di piacevole fruizione per i lettori di oggi.


Ovidio fu un poeta romano tra i maggiori elegiaci. Tutto quello che sappiamo sulla sua biografia sono testimonianze lasciate dal poeta stesso.
Nacque da una famiglia di rango equestre. A dodici anni si recò a Roma con il fratello per completare gli studi di grammatica e retorica dei più insigni maestri della capitale, in particolare Marco Aurelio Fusco e Marco Porcio Latrone.
In questi anni compì molti viaggi: ad Atene, com’era costume, in Asia Minore, Egitto e Sicilia.
Tornò a Roma dove intraprese la carriera pubblica come un funzionario, forse, di polizia giudiziaria. Contro la volontà di suo padre (che lo vorrebbe oratore) continuò a dedicarsi agli studi letterari frequentando il circolo di Messalla Corvino prima, e quello di Mecenate dopo. Qua conobbe i più importanti poeti del tempo: Orazio, Properzio e, per poco tempo, Virgilio.
Ebbe tre mogli: dopo due matrimoni sfortunati, sposò una giovane fanciulla della gens Fabia, di cui rimane testimonianza nei suoi testi.
All’età di venticinque anni realizzò una delle sue opere più note al pubblico, L’Ars amatoria in cui il poeta dava consigli agli uomini in merito alle tecniche da adottare per conquistare una donna.
In età matura scrisse il suo testo più conosciuto, Le Metamorfosi.
Nell’8 d. C. fu costretto a lasciare Roma e a prendere la via dell’esilio, poiché non rispettò le regole emanate da Augusto in occasione dell’elaborazione del testo L’Ars amatoria, il quale spingeva le donne dell’epoca a commettere adulterio.
Passò così il suo esilio a Tomi, città situata nell’attuale Romania, nella quale visse gli ultimi anni della sua vita senza mai riuscire a tornare a Roma.

  • Argomento Classici Latini
  • ISBN 9788851142872
  • Pubblicato nel 2017
  • Formato Ebook

€ 1,99
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