Il senso della vita nella Guida dei perplessi
di Mosè Maimonide

Il senso della vita nella Guida dei perplessi

«Buona parte dei dubbi nelle menti dei perfetti concernono la ricerca del fine di questa esistenza, per stabilire quale esso sia», scrive Mosè Maimonide nella terza parte della sua Guida. Per Mosè Maimonide, fine esegeta della parola di Dio e di Aristotele, ma anche lucido e spiccio risolutore di falsi inghippi metafisici, il problema “qual è il senso dell’esistenza” semplicemente è un falso problema. «Ora spiegherò come questa questione non si ponga, secondo tutte le dottrine» scrive Maimonide. Un deciso invito al lettore a non prendersi troppo sul serio, in quanto puntino dell’immenso universo, o come direbbe Maimonide citando la Bibbia «un verme», «un bruco», «la goccia di un secchio», lo si trova in questi passi della Guida che si prendono gioco della nostra, tanto comune, tendenza a universalizzare piccoli crucci e grandi dolori: «Ogni ignorante immagina che l’esistenza intera sia in funzione della propria individualità, come se non esistesse altro che lui; pertanto, se accade una cosa che è contraria a ciò che egli vuole, egli afferma decisamene che tutto ciò che esiste è male».

(Córdoba 1135 – Il Cairo 1204) filosofo, medico e talmudista ebreo-spagnolo. Fuggito con la famiglia in Marocco nel 1148 per sottrarsi alle persecuzioni degli Almohadi, visse prima a Fez, poi in Palestina e infine in Egitto. Qui si affermò come il più autorevole esponente dell’ebraismo egiziano e divenne medico della famiglia del Saladino. Tra le sue opere, scritte in arabo e in ebraico, e comprendenti numerosi scritti di medicina e di scienza, hanno particolare rilievo la grandiosa codificazione della legge talmudica intitolata Ripetizione della Legge o La mano forte (1170-80); il Libro dei precetti sull’etica biblica; la Lettera di consolazione, indirizzata agli ebrei perseguitati dello Yemen; e soprattutto la celebre Guida dei perplessi o Guida degli smarriti (terminata nel 1190), la maggiore opera della filosofia ebraica, scritta in arabo e subito tradotta in ebraico da Shemuel ibn Tibbon.L’opera di M. rappresenta la più completa sintesi, compiuta con una lucidità e una razionalità pari alla dottrina, tra le istanze religiose, giuridiche, rituali della tradizione ebraica e la nuova cultura filosofica di origine greco-araba. Tale sintesi fu dapprima violentemente osteggiata dai conservatori, in Spagna e in Provenza. In seguito il suo pensiero fu accettato, e la Guida divenne uno dei testi più venerati dai pensatori ebrei, fino a Spinoza e all’illuminismo ebraico; essa influì anche sulla scolastica cristiana, compreso Tommaso d’Aquino.

  • Argomento Filosofia
  • ISBN 9788851138905
  • Pubblicato nel 2016
  • Formato Ebook

€ 1,99
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