Senza sponda
di Marco Aime

Senza sponda

Perché l'Italia non è più una terra d'accoglienza

Migliaia di vite “senza sponda”: sono quelle dei migranti che cercano rifugio nel nostro Paese, in fuga da bombardamenti e carestie, da cambi di regime, guerre intestine e povertà, che si tratti della Nigeria di Boko Haram, della Libia in preda all’instabilità politica, dell’Egitto sconvolto dalle conseguenze dolorose della sua “primavera” mancata o della Siria ora in balia dell’Isis. Migliaia di esistenze travolte dalle onde del mare o spezzate dalla fatica del deserto: profughi in viaggio per raggiungere una parte del mondo che sognavano migliore, una sponda dove credevano di essere accolti.
Ma così non accade. In un’Italia dalla memoria troppo corta, che volentieri dimentica il suo stesso passato di migrazione, è facile identificare nei profughi dei nuovi barbari, colpevoli di invadere le nostre coste per impoverirle, se non per depredarle.  Una reazione diversa è possibile, però, proprio ricordando le nostre radici: imparando ad accogliere umanamente chi cerca rifugio sulle sponde italiane, per non cadere in quella che papa Francesco a Lampedusa ha chiamato “globalizzazione dell’indifferenza”. È ciò che propone lo scrittore e studioso Marco Aime in questo pamphlet, agile e provocatorio, che getta una luce nuova sui casi più tragici della nostra attualità grazie agli strumenti dell’antropologia. Se “indifferenza” significa scegliere di non scegliere, l’unica scelta che ci rende davvero umani è la decisione di non voltare lo sguardo e aprirci invece all’altro, al diverso, allo straniero. Per farlo, è sufficiente seguire l’esempio della gente di Lampedusa: imparare l’accoglienza dai gesti quotidiani degli abitanti dell’isola più tormentata dagli sbarchi, che, da anni, nonostante questo si prodiga per aiutare chi arriva, spesso facendosi carico delle inadempienze dello Stato.
Con la postfazione di Alessandra Ballerini

MARCO AIME è professore di Antropologia culturale all’Università di Genova. Ha svolto ricerche sulle Alpi italiane e in Africa occidentale. Si occupa del rapporto fra identità culturale e contemporaneità. All’attività di antropologo affianca la produzione favolistica e narrativa. Fra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo: Il soffio degli antenati. Immagini e proverbi africani (2017), L’isola del non arrivo. Voci da Lampedusa (2018), Comunità (2019), Classificare, separare, escludere. Razzismi e identità (2020). Per Utet ha pubblicato Senza sponda. Perché l’Italia non è più una terra d’accoglienza (2015) e Tra i castagni dell’Appennino. Conversazioni con Francesco Guccini (2016).

  • Argomento Sociologia
  • Postfazione di Alessandra Ballerini
  • ISBN 9788851134181
  • Pubblicato nel 2015
  • brossura con alette
  • Pagine 128

€ 12,00 € 2,90
Amazon Mondadori Store IBS laFeltrinelli

Hai acquistato il libro? Scarica l'e-book

e-book compreso nel prezzo

Dello stesso autore

un-messaggio-per-garcia
di Marco Aime, Adriano Favole, Francesco Remotti

Il mondo che avrete

Virus, Antropocene, Rivoluzione
un-messaggio-per-garcia
di Marco Aime, Christian Bromberger, Adriano Favole, Alberto Nocentini, Anna Oliverio Ferraris, Alessandro Piperno, Pier Aldo Rovatti, Davide Zoletto

L'umanità in gioco

un-messaggio-per-garcia
di Marco Aime, Francesco Guccini

Tra i castagni dell'Appennino

Conversazioni con Francesco Guccini

Potrebbero interessarti

un-messaggio-per-garcia
di Stefano Allievi

Torneremo a percorrere le strade del mondo

Breve saggio sull’umanità in movimento
un-messaggio-per-garcia
di Tiffany Watt Smith

Atlante delle emozioni umane

156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai
un-messaggio-per-garcia
di Malcolm Gladwell

Il punto critico

I grandi effetti dei piccoli cambiamenti
ter::show(); ?>