La guida dei perplessi
di Mosè Maimonide
curato da Mauro Zonta

La guida dei perplessi

Composta in lingua araba sul finire del XII secolo, la Guida dei perplessi  è considerata l’opera più significativa e celebre della filosofia ebraica medievale. Mescolando trattazioni precipuamente filosofiche a questioni di carattere linguistico-letterario, di esegesi biblica e giurisprudenza talmudica, vuole essere un testo di riferimento per coloro che, credenti e già istruiti nella filosofia e nelle scienze, si trovano appunto “perplessi” di fronte alle contraddizioni apparentemente insanabili tra la dottrina di Aristotele e l’osservanza alla lettera della Legge. Impegnandosi in un’interpretazione in chiave allegorica di alcuni termini e passi-chiave del testo biblico, Maimonide mette in luce la fondamentale concordanza tra la tradizione religiosa giudaica e l’aristotelismo, evidenziando come la filosofia possa non solo convivere con la religione, ma addirittura essere strumento privilegiato per comprendere le Scritture.


(Córdoba 1135 – Il Cairo 1204) filosofo, medico e talmudista ebreo-spagnolo. Fuggito con la famiglia in Marocco nel 1148 per sottrarsi alle persecuzioni degli Almohadi, visse prima a Fez, poi in Palestina e infine in Egitto. Qui si affermò come il più autorevole esponente dell’ebraismo egiziano e divenne medico della famiglia del Saladino. Tra le sue opere, scritte in arabo e in ebraico, e comprendenti numerosi scritti di medicina e di scienza, hanno particolare rilievo la grandiosa codificazione della legge talmudica intitolata Ripetizione della Legge o La mano forte (1170-80); il Libro dei precetti sull’etica biblica; la Lettera di consolazione, indirizzata agli ebrei perseguitati dello Yemen; e soprattutto la celebre Guida dei perplessi o Guida degli smarriti (terminata nel 1190), la maggiore opera della filosofia ebraica, scritta in arabo e subito tradotta in ebraico da Shemuel ibn Tibbon.L’opera di M. rappresenta la più completa sintesi, compiuta con una lucidità e una razionalità pari alla dottrina, tra le istanze religiose, giuridiche, rituali della tradizione ebraica e la nuova cultura filosofica di origine greco-araba. Tale sintesi fu dapprima violentemente osteggiata dai conservatori, in Spagna e in Provenza. In seguito il suo pensiero fu accettato, e la Guida divenne uno dei testi più venerati dai pensatori ebrei, fino a Spinoza e all’illuminismo ebraico; essa influì anche sulla scolastica cristiana, compreso Tommaso d’Aquino.

Mauro Zonta (Pavia, 1968) è professore di Storia della filosofia ebraica e di Storia della filosofia araba presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. È membro dell’Associazione italiana per lo studio del Giudaismo e dell’Advisory Board della rivista “Aleph. Historical Studies in Science and Judaism”. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo La filosofia antica nel Medioevo ebraico (Paideia, 2002), La filosofia ebraica medievale. Storia e testi (Laterza, 2002) e Maimonide (Carocci, 2011).

  • Argomento Classici Filosofia
  • ISBN 9788841897652
  • Pubblicato nel 2013
  • Brossura
  • Pagine 814

€ 14,00 € 11,90
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