La filosofia dello spirito
di Georg Wilhelm Friedrich Hegel
curato da Alberto Bosi

La filosofia dello spirito

Questa contraddizione dev’essere superata; essa racchiude in sé l’impulso a risolversi. La certezza soggettiva deve acquistare vera oggettività, non può fare dell’oggetto una barriera e, per converso, l’oggetto deve diventare qualcosa di mio non solo in maniera astratta ma secondo tutti gli aspetti della sua concreta natura.

Come conciliare la scissione originaria tra spirito e natura, tra soggetto e oggetto, tra finito e assoluto?
È questo uno dei problemi fondamentali della Filosofia dello spirito e del sistema teorico di Hegel in generale. Un sistema che ha la peculiarità e il merito di provare a introdurre il movimento nel pensiero, rifiutando come intellettualistiche – e perciò non razionali – quelle categorie statiche e astratte che sono state prodotte in ogni fase del cammino della scienza. Nata come terza sezione dell’opera di Hegel più monumentale (l’Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio), la Filosofia dello spirito emerge fin dalla sua prima elaborazione con una propria specificità e autonomia, rimanendo, però, ugualmente parte del grande sistema generale, comprendente logica, metafisica e filosofia della natura.
Lo spirito per Hegel è di fatto il motore di tutto: ciò che tiene insieme il sistema, promuovendo al contempo ogni trasformazione. È “la sostanza etica consapevole di sé”: la realtà effettiva prodotta dall’operare di ciascuno, dove il sé non sperimenta più alcuna opposizione rispetto al proprio mondo.
Solo ripercorrendo con attenzione le tappe della coscienza individuale e collettiva, attraverso i concreti contenuti storici e il lavoro della memoria, il mondo moderno potrà, secondo Hegel, afferrare la realtà profonda dello spirito.

Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770 – 1831) è stato un filosofo tedesco, considerato il rappresentante più significativo dell’idealismo tedesco. Il suo pensiero segna una svolta decisiva all’interno della storia della filosofia: da un lato, molti dei problemi classici della filosofia moderna verranno riformulati e problematizzati diversamente, come il rapporto mente-natura, soggetto-oggetto, epistemologia-ontologia (in ambito teoretico) o i temi relativi al diritto, alla moralità, allo Stato (in ambito pratico e morale); dall’altro, vengono introdotti nuovi problemi, come quello di dialettica, di negatività, di toglimento (o superamento, Aufhebung in tedesco), la distinzione fra eticità e moralità, fra intelletto e ragione etc.; mentre verrà data maggiore importanza a temi tradizionalmente non facenti parte della filosofia a pieno titolo (arte, religione, storia). Einaudi ha in catalogo l’Estetica a cura di Nicolao Merker e con introduzione di Sergio Givone (1997), gli Scritti politici a cura di Claudio Cesa (1974), le lezioni tenute sulla Filosofia della storia universale del 1822-23 (2001) e la Fenomenologia dello spirito a cura di Gianluca Garelli (2008).

ALBERTO BOSI, studioso e traduttore, è esperto di filosofia classica tedesca. Allievo di Pietro Chiodi, Nicola Abbagnano e Luigi Pareyson, per Utet ha curato diversi classici, tra cui la Critica del Giudizio di Immanuel Kant e le Opere di John Henry Newman.

  • Argomento Classici Filosofia
  • ISBN 9788851195137
  • Pubblicato nel 2021
  • Brossura con alette
  • Pagine 448

€ 14,00 € 13,30
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