Tutti ci ricordiamo dove eravamo quando la nazionale di calcio vinse i campionati del mondo nel 2006.
Tutti ci ricordiamo quella corsa di Fabio Grosso in semifinale, quella testata fatale di Zidane a Materazzi, Cannavaro che solleva la coppa.
Sono istantanee che fissano un momento irripetibile e che meritano di essere tirate fuori una a una e messe in fila per raccontare una storia epica ed emozionante, un vero e proprio romanzo. Un grande romanzo.
Gli azzurri partono per la Germania inseguiti dai fantasmi dello scandalo Calciopoli, con una federazione commissariata e molti giocatori – nonché lo stesso CT Marcello Lippi – chiacchierati e contestati. Mentre la nazionale cerca di chiudersi nella trance agonistica e alterna buoni risultati ad altri meno convincenti, il cammino si allunga, le emozioni crescono, i colpi di scena si susseguono, dentro e fuori dal campo. Un mese incredibile, fino a quell’ultimo rigore, nella finale stregata all’Olympiastadion di Berlino.
Luigi Garlando, storica firma della “Gazzetta dello Sport” e all’epoca inviato in Germania al seguito della nazionale, ha scritto questo grande romanzo in prima persona, come solo lui poteva fare.
Garlando ha frequentato l’albergo che ospitava la nazionale, ha passeggiato negli stadi prima delle partite, ha chiacchierato con i tifosi, i giocatori, il personale tecnico, gli altri giornalisti.
Ha visto le partite, ma anche tutto il resto, tutto quello che in televisione non si può vedere: i malumori e gli sfoghi dei protagonisti, i momenti di leggerezza e le crisi di spogliatoio, ma anche le storie, colorate e appassionanti, della varia umanità che ruota intorno al calcio giocato.
Sono passati vent’anni, il calcio italiano è cambiato, ed è forse ingeneroso fare confronti con quella generazione di fenomeni che fece l’impresa.
Dopo tre qualificazioni mancate, il sospetto che quei campioni resteranno gli ultimi per molto tempo alimenta la nostalgia, ma anche la voglia di ricordare come eravamo quando siamo stati felici, tutti in festa al Circo Massimo, sul tetto del mondo.






