Etica e Trattato Teologico-Politico
di Baruch Spinoza
curato da Remo Cantoni, Franco Fergnani

Etica e Trattato Teologico-Politico

Vissuto in un’età intollerante e fanatica, dilaniata da conflitti che lasciarono tracce dolorose anche sulla sua storia personale e familiare, bandito nel 1656 dalla comunità ebraica di Amsterdam con una scomunica densa di esecrazioni durissime, Baruch Spinoza, indefesso paladino della libertà di “filosofare e ricercare”, non ha mai smesso di affascinare nei secoli lettori di ogni genere, avvinti dalle sue teorie filosofiche così come dalla sua controversa figura, spesso avvolta dalla leggenda e da un romanticismo di maniera. Uomo di cultura vasta e profonda, partecipò ai grandi dibattiti religiosi e sociali del suo tempo, manifestando negli scritti l’esigenza di una radicale secolarizzazione della teologia tradizionale; esigenza che non poteva accordarsi in nessun modo con l’ortodossia, ebraica o cristiana. Spinoza non fu però un teorico dell’ateismo: se è vero che nessun Dio della trascendenza e della religione rivelata trova spazio nel suo sistema, vi è un Dio in Spinoza, il Deus sive Natura, che si manifesta nel mondo attraverso il linguaggio della ragione, nelle leggi della natura e della società. Viene presentata in questo volume quella che è sicuramente l’opera più importante del filosofo olandese, apparsa postuma nel 1677, l’Ethica ordine geometrico demonstrata, insieme all’unico libro pubblicato lui vivente, il Tractatus theologico-politicus, manifesto contro ogni fanatismo. Nell’epoca dei roghi e dell’Inquisizione, il pensiero di Spinoza appare in tutta la sua dirompente radicalità.

 

Sommario

• Etica

• Trattato Teologico-Politico


filosofo (Amsterdam 1632 – L’Aia 1677), di famiglia ebraica emigrata dal Portogallo. Per le sue opinioni apertamente professate e sostenute, contrarie all’ortodossia religiosa, fu scomunicato dalla comunità ebraica sefardita (1656).
In vita pubblicò soltanto Renati Des Cartes Principiorum Philosophiae, Pars I et II, more geometrico demonstratae e Cogitata metaphysica (1663) e, anonimo, il Tractatus theologico-politicus (1670), che gli procurò tuttavia tali inimicizie da indurlo a rinunciare alla pubblicazione di quella che fu l’opera di tutta la sua vita e il suo capolavoro, l’Ethica.

(Milano, 14 ottobre 1914 – Milano, 3 febbraio 1978) è stato un filosofo e accademico italiano. Insegnò filosofia morale in alcune università italiane.
In opposizione alla tradizione storicista, idealistica crociana si occupò di cultura e storia usando contaminazioni sociologiche e antropologiche. Per queste aperture venne considerato uno dei maggiori promotori dell’antropologia culturale in Italia. Nel solco del maestro Antonio Banfi fu uno dei maggiori esponenti della “Scuola di Milano”.
Oltre ai numerosi volumi pubblicati fondò le riviste Studi filosofici e Il pensiero critico.
Cantoni si occupò con prefazioni, traduzioni, curatele e altro di Søren Kierkegaard, Fëdor Dostoevskij, Friedrich Nietzsche, Franz Kafka, Baruch Spinoza, Johann Gottlieb Fichte, Ernest Renan, Nicolai Hartmann, Julian Huxley, Honoré de Balzac, Karl Jaspers, Antonio Banfi, Émile Durkheim, Sofocle e Robert Musil.

(Milano, 1927 – Milano, 2009) è stato un filosofo e antifascista italiano, nonché studioso e profondo conoscitore del pensiero esistenzialista, in particolare quello di Jean-Paul Sartre.
Di famiglia dotata di ampia cultura e fortemente schierata contro il regime fascista, si unisce appena sedicenne alla Resistenza italiana con un deciso spirito attivista, fatto che gli costerà un arresto e la breve reclusione nel carcere di San Vittore.
La passione per la filosofia lo porterà a laurearsi nel 1953 all’Università degli Studi di Milano con Antonio Banfi; ottiene la cattedra di Filosofia Morale II dell’Università degli Studi di Milano nel 1971.
Oltre che al pensiero sartriano, Fergnani dedicò molte riflessioni al marxismo occidentale e ad autori come Maurice Merleau-Ponty, Bloch, lo stesso Marx, Lukács e Althusser, tenendo inoltre corsi universitari su Martin Heidegger, Emmanuel Lévinas, Henri Bergson.
Collaborò e strinse amicizia con Fulvio Papi, Pier Aldo Rovatti e Remo Cantoni, figure anch’esse di estrema rilevanza nel panorama filosofico italiano.


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