Vite parallele – Vol. I
di Plutarco
curato da Antonio Traglia

Vite parallele – Vol. I

Teseo e Romolo, Solone e Publicola, Temistocle e Camillo, Aristide e Catone, Cimone e Lucullo

«Spesso un breve episodio, una parola, un motto di spirito mette in luce il carattere molto meglio che non battaglie con migliaia di morti, grandissimi schieramenti di eserciti, assedi di città.» Di vite e non di storia s’impegna a scrivere Plutarco, autore di lingua greca tra i più importanti e fecondi del mondo classico. Nato a Cheronea intorno al 50 d.C., durante il regno dell’imperatore Claudio, egli fu cittadino dell’Impero romano e condusse una lunga vita: morì ottantenne, dopo essere stato studioso, politico, filosofo, scrittore e sacerdote del dio Apollo a Delfi. Consapevole di vivere in una fase della storia caratterizzata dalla necessità di riunire sotto un unico cielo due mondi distinti, quello greco e quello latino, Plutarco reinterpretò in modo originale la tradizione romana della biografia aneddotica, modificandone la forma e la struttura per venire incontro alle nuove esigenze di un impero che aveva sempre meno frontiere tra Oriente e Occidente.
Le Vite Parallele raccolgono così, a coppie, le biografie di un uomo illustre greco e di un suo corrispettivo latino, scelti secondo criteri di somiglianza nel carattere o nel destino, allo scopo, di natura morale, di mettere in luce l’uomo.

I personaggi le cui vicende sono raccolte in questo volume furono grandi militari e uomini politici di spicco. Vite eroiche, come quelle di Teseo e Romolo, fondatori di Atene e Roma, le cui imprese, se anche affondano nel tempo del mito – «dominio dei poeti e dei narratori di favole» che «non offre alcuna attendibilità e sicurezza» –, danno a Plutarco lo spunto per alcune fra le pagine più appassionanti della letteratura greca. Vi sono legislatori, come Solone e Publicola, accanto a uomini di origini modeste che si distinsero per la loro virtù, come Temistocle e Camillo: l’eroe di Salamina e il Pater Patriae delle guerre contro volsci, equi ed etruschi.

 


Plutarco è stato un biografo, scrittore e filosofo greco antico, vissuto sotto l’Impero Romano. È stato uno degli scrittori più produttivi della Grecia antica e, dopo una parentesi di oblio durante il Medioevo cristiano (soprattutto a causa dello scisma d’Oriente), tornò a essere studiato solo nel Trecento, quando iniziò a essere tradotto in volgare e in latino, soprattutto negli anni dell’Umanesimo.
Studiò ad Atene e fu fortemente influenzato dalla filosofia di Platone. La sua opera più famosa è Vite parallele, biografie dei più famosi personaggi dell’antichità.
Nacque tra il 46 e il 48 d.C. in Beozia, a Cheronea, probabilmente da una famiglia piuttosto benestante. Nel 60 d.C. si stabilì ad Atene, dove ebbe l’opportunità di conoscere Ammonio, filosofo platonico presso il quale studiò la retorica, la matematica e la filosofia platonica. Ad Atene conobbe Nerone e istituì un’accademia in casa propria.
Dopo alcuni viaggi si stabilì a Roma dove conobbe l’imperatore Vespasiano e tenne diverse lezioni, pur non padroneggiando ottimamente la lingua latina.
Tra le numerose cariche, fu eletto sacerdote nel santuario di Apollo a Delfi nel 117 d.C., e gli fu conferita la carica di procuratore dall’imperatore Adriano.
Eusebio racconta che morì forse nel 119 d.C., ma molti oggi indicano date che vanno oltre il 120-125.

Antonio Traglia (1905-1991) è stato professore di Filologia latina presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e di Letteratura latina all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.


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