Il circolo di poesia della Stasi
di Philip Oltermann

Il circolo di poesia della Stasi

Una strana storia di spie e sonetti nel pieno della guerra fredda

 «Cari commilitoni, oggi parleremo del sonetto.» L’incredibile storia del circolo di poesia che provò a cambiare  le sorti della guerra fredda. 

Berlino Est, 1962. Il morale della popolazione è al minimo, in una città sconvolta nel suo assetto dal completamento del Muro. Il ministero per la sicurezza di stato della Ddr è alla ricerca di una nuova arma nella guerra contro il sistema occidentale, e si fa strada un’ipotesi sorprendente: combattere il nemico attraverso rime e versi. 

Vagliare i messaggi e la corrispondenza dei sospetti non era sufficiente, occorreva comprendere le figure retoriche, entrare nei meccanismi poetici, padroneggiare il linguaggio segreto degli avversari per stanarli tra le pieghe dei versi e per controbattere sul piano dello stile e dell’immaginario le minacce della dissidenza. In un esperimento che oggi appare incredibile, una delle forze di polizia segreta più temibili della storia europea cercò allora di reclutare e trasformare in un’arma del regime la più vaga delle discipline letterarie. 

Il circolo di poesia della Stasi è la storia di un nucleo di agenti segreti che si riunirono dal 1962 fino alla caduta del Muro per imparare a scrivere versi lirici. Una volta al mese, nell’ala paramilitare del ministero per la sicurezza di stato ad Adlershof, un luogo così segreto da non essere nemmeno presente nelle mappe di Berlino, ex agenti, giovani reclute e veterani della seconda guerra mondiale si incontravano sotto la guida del poeta Uwe Berger per imparare il pentametro giambico, gli schemi delle rime e i sonetti petrarcheschi. 

Man mano che si immergevano nella poesia, però, gli agenti cominciarono a mettere in discussione l’ideologia di stato: lo studio approfondito non radicalizzò in loro la linea incrollabile del Partito, ma portò alcuni membri del circolo a esprimere gli stessi dubbi che i cittadini nutrivano al di fuori della macchina burocratica.

Philip Oltermann ha trascorso anni a rovistare negli archivi della Ddr, a ripescare volumi perduti di poesia da scantinati ammuffiti e a rintracciare i membri superstiti di questa società di “poeti rossi” per raccontare la straordinaria storia vera del potere di sedizione della poesia.

 Philip Oltermann è nato in Germania nel 1981 e ha studiato nel Regno Unito. Scrive per “Süddeutsche Zeitung”, “London Review of Books” ed è caporedattore della divisione berlinese del “Guardian”.


€ 9,99
De Agostini Libri Amazon Kobo iBooks Apple Mondadori Store IBS laFeltrinelli

Hai acquistato il libro? Scarica l'e-book

e-book compreso nel prezzo

Potrebbero interessarti

un-messaggio-per-garcia
di Peter Turchin

La scimmia armata

L’arte della guerra e l’evoluzione della società
un-messaggio-per-garcia
di Gigi Di Fiore

Storia del Napoli

Una squadra, una citta, una fede
un-messaggio-per-garcia
di Paolo Colombo, Gioachino Lanotte

Azzurri

Storie della nazionale e identità italiana
ter::show(); ?>