Favole
di Aviano, Fedro
curato da Giannina Solimano

Favole

Le favole sono, forse da sempre, il portale d’accesso al mondo della letteratura. È sulla ridotta misura di queste storie che, bambini, prendiamo familiarità con la finzione, per poi dirigerci verso forme letterarie più complesse. Difficilmente ritorneremo da adulti in quei territori di animali parlanti e di morali scabre e perfette, ed è un peccato.

Qualcosa di simile si registra, su un piano diverso, nella storia della letteratura, dove sono pochissimi gli autori che si siano votati solo a questa forma artistica. Nel mondo latino il più noto è Fedro: schiavo come fu lo stesso Esopo, traduce e adatta la favola greca, nobilitandola attraverso la poesia. Nei versi ritrae un mondo di potenti, astuti, malvagi, sciocchi, avidi, superbi, indifesi e saggi che abbrancano, arraffano, stritolano, gracidano, sogghignano, gemono, sopportano, muoiono. Ma quel che racconta è sempre l’uomo, che sia trasfigurato in animale o meno.

Più manierato e meno crudo è Aviano, tanto celebre in epoca medievale quanto sconosciuto oggi. Visse quattro secoli dopo Fedro, e il loro magistero favolistico finisce così per abbracciare idealmente l’intera storia dell’impero romano. La loro eredità passerà dalla cultura latina a quella in volgare, per entrare poi nella modernità grazie all’opera di La Fontaine e proseguire fino a noi: alterata dalle incrostazioni dei secoli, tra riscritture, modernizzazioni e cartoonizzazioni, la favola classica è nota ma non conosciuta, relegata nelle nebbie delle memorie scolastiche. Andiamo allora alla fonte, e leggiamo le favole di Fedro e Aviano. Scopriremo negli originali (per quanto possa ambire all’originalità un genere come questo), una nitidezza e una rapidità seconde solo a quelle di Esopo stesso.


(fine IV secolo – inizi V secolo d.C. ?) è stato uno scrittore romano. Nulla, in realtà, si conosce della sua vita: si ipotizza solamente la sua probabile appartenenza ai circoli senatorii di Roma.
Si tratta, dunque, di un favolista dilettante, autore di rifacimenti, forse imitando, come dice, o ispirandosi al greco Babrio e/o Fedro, in distici elegiaci di quarantadue favole esopiche.
Le Fabulae, nonostante abbiano uno scarso valore letterario, incontrarono molta fortuna nel corso dell’epoca medioevale: gli avionnet furono una delle due grandi fonti degli Isopet francesi.

Fedro nacque intorno al 20/15 a.C. e giunse giovanissimo a Roma come schiavo, forse a seguito della violenta repressione, operata dal console Lucio Calpurnio Pisone, della rivolta avvenuta in Tracia nel 13 a.C.
Potrebbe aver studiato alla scuola dell’erudito Verrio Flacco, tenuta nel tempio di Apollo che sorgeva sul Palatino dove studiavano anche i nipoti di Augusto, Gaio e Lucio, e di quest’ultimo, secondo un’ipotesi,potrebbe esser poi divenuto pedagogo, acquisendo quei meriti che, insieme con l’ascesa sociale, lo avrebbero portato alla libertà.
Come Fedro stesso ci informa,il ministro di Tiberio, Seiano, lo fece processare, sospettandolo di allusioni sgradite ai potenti. Ne uscì tuttavia indenne, forse anche per la caduta in disgrazia e la morte del prefetto, e poté continuare a scrivere indisturbato fino all’impero di Claudio (41-54), grazie a un liberto, Fileto, al quale è dedicato uno dei suoi ultimi componimenti, o forse anche fino all’impero di Nerone (54-68).
I cinque libri superstiti delle Fabulae consistono in 102 componimenti (93 favole vere e proprie, più i prologhi e gli epiloghi), riconosciuti come certamente autentici; altre 32 favole – non comprese nei 5 libri canonici, ma certamente autentiche – sono contenute nella cosiddetta Appendix perottina, tratta nel XV secolo dall’umanista Niccolò Perotti da codici ora perduti.

Esistono tre storiche sillogi di favole in gran parte riconducibili a Fedro:

  • le 67 favole del codice leidensis Vossianus, appartenuto ad Ademaro di Chabannes
  • le 62 favole contenute nel codice Gudianus Latinus di Wolfenbüttel, del X secolo
  • le 83 favole del Romulus, cosiddetto dal nome che il compilatore, che sostiene di essere l’autore delle traduzioni in latino di favole di Esopo, si è dato.
  • Argomento Classici Latini
  • ISBN 9788841892121
  • Pubblicato nel 2013
  • Formato Ebook

€ 4,99
Amazon Kobo iBooks Apple Mondadori Store IBS laFeltrinelli

Hai acquistato il libro? Scarica l'e-book

e-book compreso nel prezzo

Potrebbero interessarti

un-messaggio-per-garcia
di Nicola Matteucci, Alexis de Tocqueville

La rivoluzione democratica in Francia

Scritti politici
un-messaggio-per-garcia
di Giuseppe Flavio

Antichità giudaiche

2 volumi
un-messaggio-per-garcia
di Karl Marx

Il capitale

3 volumi con cofanetto
ter::show(); ?>