Compendio di teologia e altri scritti
di San Tommaso D'Aquino

Compendio di teologia e altri scritti

Il Verbo dell’’Eterno Padre, che nella sua immensità comprende tutte le cose, per risollevare all’’altezza della gloria divina l’’uomo decaduto per il peccato, volle farsi piccolo assumendo la nostra piccolezza senza deporre la propria maestà.


Nacque nel castello di Roccasecca, vicino ad Aquino, nel 1224 o 1225 e morì nell’abbazia cistercense di Fossanova, nei pressi di Latina, il 7 marzo 1274. Educato a Montecassino, proseguì gli studi a Napoli, e nel 1244 divenne frate domenicano.
L’anno seguente si recò a Parigi per effettuare gli studi di filosofia e di teologia, sotto la guida del grande maestro Alberto Magno (1193 o 1200 o 1206-1280), teologo e filosofo tedesco, che seguì anche quando questi, nel 1248, lasciò Parigi per Colonia.
Dopo l’ordinazione sacerdotale, nel 1252 i superiori lo destinarono all’insegnamento della teologia nell’Università di Parigi. Dopo aver insegnato a Parigi (1256-59), assunse la carica di teologo papale presso la corte pontificia, e seguì di volta in volta il papa, dal 1259 al 1268, a Roma, Orvieto, Viterbo. A questo periodo appartengono le sue opere maggiori.
Nel 1268 fu richiamato a Parigi, dove lottò su due fronti in difesa di Aristotele: contro gli agostiniani, che accusavano il filosofo greco di paganesimo, e contro gli averroisti che davano un’interpretazione di Aristotele inconciliabile con la dottrina cristiana.
Nel 1272 ritornò in Italia per insegnare all’Università di Napoli. Qui, nel convento di Napoli, trascorse gli ultimi due anni, impegnato nella composizione della sua opera maggiore, rimasta però incompiuta: la Summa theologiae, che si compone di tre parti, di cui la centrale e più ampia è divisa in due sezioni, chiamate usualmente Prima secundae (Ia IIae) e Secunda secundae (IIa IIae).
Per il sistema dottrinale profondamente originale nella parte filosofica, dove primeggiano i principi dell’essere (perfezione assoluta) e della libertà (che consente all’uomo di essere autore responsabile delle proprie azioni) e anche quella teologica, dove domina il principio dell’armonia tra fede e ragione, tra naturale e soprannaturale, tra grazia e natura, il tomismo è stato raccomandato dai sommi pontefici, a iniziare da Leone XIII con l’enciclica Aeterni Patris del 1879, come la migliore espressione del pensiero cattolico e come un modello da ammirare e da assimilare.


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