Nel 1962, il presidente della provincia di Trento Bruno Kessler, democristiano di sinistra, inaugura la prima facoltà italiana di Sociologia, con l’obiettivo di formare una classe dirigente capace di comprendere i cambiamenti sociali e le sfide politiche del futuro. Per iscriversi non serve il liceo: basta il diploma di un istituto tecnico. In quella piccola cittadina dell’estremo Nord arrivano studenti da tutta Italia. Sono «avventurosi, utopisti, spostati, irrequieti», ma anche avidi di sapere. Tra loro: Renato Curcio, Mauro Rostagno, Marco Boato, Margherita Cagol, Marianella Pirzio Biroli. In cattedra Francesco Alberoni, Chiara Saraceno, Giorgio Galli, Mario Monti, Romano Prodi. Nello sconcerto di una città profondamente cattolica, gli studenti indossano jeans e gonne corte, leggono Mao e Marx, parlano di lotta di classe e liberazione della donna. Il 24 gennaio 1966, la facoltà di via Verdi è la prima università italiana a essere occupata. Sui muri appaiono le scritte: «proibito proibire» e «continuons le combat». Il grande incendio rivoluzionario che infiammerà il pianeta sta cominciando a divampare nei campus americani e nelle facoltà parigine, e in Italia l’epicentro è Trento. «Noi non vogliamo trovare un posto in questa società, ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto», dichiara un giovane Mauro Rostagno. È un ceto nuovo che si afferma. Trento si rivela anche la capitale del femminismo italiano. Da quella irripetibile stagione di effervescenza intellettuale nasceranno le grandi riforme civili degli anni Settanta, ma anche le Brigate rosse e gli anni bui del terrorismo. Vietato obbedire è il grande affresco corale di una gioventù che voleva rovesciare il mondo.
CONCETTO VECCHIO, quirinalista del quotidiano “La Repubblica”, racconta da anni la politica italiana. Ha scritto Vietato obbedire (Bur Rizzoli, 2005), con cui ha vinto i premi Capalbio e Pannunzio, Ali di piombo (Bur Rizzoli, 2007), Giorgiana Masi, inchiesta su un mistero italiano (Feltrinelli, 2017) Cacciateli! Quando i migranti eravamo noi (Feltrinelli, 2019), che si è aggiudicato il premio Estense, e Un amore partigiano (Feltrinelli, 2022), premio Fiuggi.



