Shakespeare creatore di miti
di Paolo Bertinetti

Shakespeare creatore di miti

Breve corso su Romeo e Giulietta, Amleto, Falstaff, Machbeth, Otello e il loro autore

Il tipico tour in Italia organizzato dalle agenzie della Repubblica popolare cinese ha sempre previsto solo tre tappe: ovviamente il Colosseo, poi la Torre di Pisa e per ultimo non Napoli e neppure Firenze o Venezia, bensì Verona. Il motivo non è l’Arena, ma un luogo tanto evocativo quanto immaginario: il balcone di Giulietta. Talmente immaginario che non ve n’è traccia neppure nel testo di Shakespeare, come spiega Paolo Bertinetti: Giulietta si affaccia in realtà da una semplice finestra. Eppure, ritratto in dipinti e illustrazioni, messo in scena a teatro e al cinema, quel balcone si è sedimentato nell’immaginario collettivo, con una forza tale da diventare un’attrazione turistica, da visitare con devozione e ritrarre in una foto sui social. 

Questa è una semplice dimostrazione empirica di come William Shakespeare sia stato l’ultimo grande creatore di miti: l’amore tragico di Romeo e Giulietta, la bramosia spregiudicata di Macbeth e Lady Macbeth, la folle gelosia di Otello e la perfidia di Jago, il dissidio interiore di Amleto, la saggia giovialità di Falstaff… Alcuni suoi personaggi hanno trasceso il teatro e sono diventati un archetipo, allo stesso tempo materia letteraria per nuovi artisti e metro di paragone psicologico ed esistenziale, figura proverbiale ed esempio fulgido di una categoria dell’umano. 

Nessun autore negli ultimi cinquecento anni si è anche lontanamente avvicinato all’influenza e alla prolificità del Bardo. Ma come ha fatto a forgiare tanti personaggi immortali, ricreando e rigenerando storie e leggende precedenti con tale forza da legarle per sempre al suo nome e ai suoi versi? 

Per rispondere a questa domanda, Paolo Bertinetti, autore di saggi e manuali di letteratura inglese, ci accompagnerà nell’officina del genio, tracciando un singolare breve corso che rivela i segreti di Shakespeare creatore di miti. 

Paolo Bertinetti è professore emerito di Letteratura inglese all’Università di Torino. Di recente ha pubblicato, per Einaudi, English Literature. A Short History (2010) e Il teatro inglese. Storia e capolavori (2013); e, per le Edizioni dell’asino, Agenti segreti. I maestri della spy story inglese (2015). Ha curato il volume dell’opera drammatica di Beckett (Einaudi, 1994) e quello che raccoglie tutte le sue prose brevi (Einaudi, 2010); ha inoltre curato i due volumi dei maggiori romanzi di Graham Greene (Mondadori, 2000 e 2001) e scritto la postfazione ai romanzi di John le Carré pubblicati nella collana Oscar Moderni. Le sue traduzioni di Hamlet, The Tempest e Macbeth sono state pubblicate da Einaudi nel 2005, nel 2012 e nel 2016. 


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