Il 6 settembre 1860, Francesco II di Borbone e la moglie Maria Sofia lasciano Napoli per trasferirsi a Gaeta, nell’estremo tentativo di salvare il trono e l’indipendenza delle Due Sicilie. Sono gli ultimi mesi dei Borbone in Italia. Per oltre un secolo, Napoli è stata la capitale del regno e una delle metropoli più popolose e intellettualmente vitali d’Europa. A partire dai primi decenni del Settecento, ai piedi del Vesuvio si sviluppa un sostrato urbano e culturale capace di rivaleggiare con Parigi e Londra: la nascita del Teatro San Carlo, le grandi realizzazioni architettoniche, i prestigiosi istituti musicali capaci di formare talenti contesi da tutte le corti europee, l’impatto delle scoperte archeologiche di Pompei ed Ercolano e la stagione d’oro del Grand Tour. Napoli ribolle di idee e ispirazione, diventa uno stimolante punto di incontro per artisti e intellettuali stranieri, da Mozart a Goethe, ma anche per ambasciatori, giuristi, filosofi, architetti ed economisti. I Borbone agevolano questo sviluppo, mentre dopo l’unificazione la nuova monarchia sabauda concentra altrove i suoi interessi. Il baricentro politico del regno d’Italia si indirizza al nord, verso l’Europa centrale: la capitale viene trasferita a Torino, l’apparato amministrativo napoletano e i principali centri economici e culturali della ex capitale vengono in gran parte smantellati, o ridimensionati. In diversi settori del paese, l’immagine del Mezzogiorno finisce per essere associata in gran parte a pregiudizi e cliché. Gigi Di Fiore ripercorre la stagione straordinaria della Napoli capitale, allontanandosi dalle cronache puramente dinastiche per immergersi nell’intricato tessuto della società civile, con ricchezza di vicende e personaggi. Con la consueta capacità di ricostruzione storica, Di Fiore dà voce a intellettuali, artisti, viaggiatori e gente comune, e restituisce così al lettore la misura reale di un grande centro di civiltà e cultura, destinato a perdersi sotto il governo unitario d’Italia.
Gigi Di Fiore, storico, già redattore al “Giornale” di Montanelli, è editorialista del “Mattino” di Napoli, di cui è stato inviato (Premio Saint-Vincent per il giornalismo nel 2001; Premio Pedio per la ricerca storica; Premio Melfi per la saggistica; Premio Guido Dorso per gli studi sul Mezzogiorno; Premio Marcello Torre per l’impegno civile).
Nelle sue pubblicazioni si occupa prevalentemente di criminalità organizzata, di storia di Napoli e di Risorgimento in relazione ai problemi del Mezzogiorno.
Tra i suoi ultimi libri: Briganti! Controstoria della guerra contadina nel Sud dei Gattopardi (2017), L’ultimo re di Napoli. L’esilio di Francesco II nell’Italia dei Savoia (2018), Napoletanità. Dai Borbone a Pino Daniele, viaggio nell’anima di un popolo (2019), Pandemia 1836. La guerra dei Borbone contro il colera (2020), Il gerarca che sfidò Mussolini. Aurelio Padovani e il fascismo meridionale (2022) e Le Borboniche. Le grandi regine delle Due Sicilie (2024), tutti pubblicati da Utet.




