L’alfabeto latino in un pugno di secoli ha conquistato il mondo, con la forza bruta delle armi occidentali e con quella suadente della cultura e dell’economia. Ma a parte pochi alfabeti celebri (greco, arabo, ebraico, cinese, cirillico, giapponese…) spesso non ci rendiamo conto di quanti altri ne esistano ancora oggi, sempre più in pericolo perché usati da poche centinaia o addirittura decine di persone, gli ultimi esponenti di culture in via di estinzione.
Tim Brookes da vent’anni porta avanti un progetto ambiziosissimo di mappatura di tutti questi alfabeti a rischio scomparsa, con lo stesso spirito di conservazione e cura con cui il WWF opera sulle specie animali. Dal lavoro di una vita nasce finalmente questo Atlante degli alfabeti in pericolo, un viaggio incantevole tra ottanta sistemi di scrittura diversi, provenienti da ogni angolo del pianeta: minuscole isole del Pacifico e steppe mongole, montagne balcaniche e praterie americane, tundre gelate e deserti africani.
Un libro illustrato che ammalia chiunque senta vibrare dentro di sé il fascino della scrittura, un catalogo dell’umano per immergersi in culture lontanissime, eppure in fondo così vicine.
Tim Brookes è universalmente riconosciuto come un pioniere e un’autorità nel campo della conservazione e rivitalizzazione degli alfabeti “in pericolo”. Viaggia in tutto il mondo per studiare le culture più remote, e poi restituisce le sue scoperte attraverso saggi, articoli, conferenze, progetti finanziati da governi e organizzazioni internazionali.






