Libri per tutti
curato da Mario Infelise, Lodovica Braida

Libri per tutti

Generi editoriali di larga circolazione tra antico regime ed età contemporanea

Cosa si intende per Libri per tutti? È una formula di comodo per definire testi riprodotti in serie prevalentemente legati alla consueta forma libro e destinati alla larga circolazione. Stampati, per lo più, ma non esclusivamente, dato che per secoli anche la riproduzione a mano ha potuto garantire una buona diffusione. In altri tempi li si sarebbe chiamati “libri popolari”. Ma, com’è noto, l’aggettivo popolare non qualifica esattamente prodotti che, se ebbero e hanno tuttora uso e destinazione popolare, sono altresì caratterizzati da una circolazione in ambiti diversi della società. Popolari quindi, ma non solo. Libri che possono capitare nelle mani di chiunque, dotto o incolto che sia, da non confondere con la moderna categoria del bestseller, legata alla narrativa di consumo dell’età contemporanea, le cui fortune sono destinate ad esaurirsi nel volgere di pochi anni. Una parte significativa di questa produzione è se mai da ascrivere alla tipologia del longseller, ovvero di quei titoli che non compaiono nelle classifiche, ma che restano disponibili negli anni e talvolta anche nei secoli, incidendo con discrezione, ma in profondità, sulle abitudini culturali. I libri per tutti sono in genere destinati alla dispersione. Esiste una sorta di pregiudiziale colta che seleziona la memoria dei libri e delle letture penalizzando sistematicamente i più diffusi e familiari. Spesso non sono venduti nelle librerie, come non sono destinati a venire conservati nelle biblioteche. È importante provare a rintracciare questi materiali e a studiarli. Anche per affrontare da una prospettiva diversa il vecchio problema della scarsa dimestichezza degli italiani con la lettura, poiché, se è vero, come si ripete da secoli, che molti italiani non leggono, quando leggono, cosa leggono?

 

 


Mario Infelise insegna all’’Università Ca’ Foscari di Venezia, Dipartimento di Studi storici. Tra i suoi libri: I Remondini di Bassano (1980), L’editoria veneziana nel ‘700 (1989), I libri proibiti. Da Gutenberg all’Encyclopédie(1999), Prima dei giornali. Alle origini della pubblica informazione (2002).

Lodovica Braida insegna Storia della stampa e dell’’editoria nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’’Università di Milano. Tra i suoi libri: Le guide del tempo(1989), Il commercio delle idee (1995), Stampa e cultura in Europa tra XV e XVI secolo (2000), Libri di lettere. Le raccolte epistolari del Cinquecento tra inquietudini religiose e “buon volgare” (2009).


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