Cieli d'Europa
di Salvatore Settis

Cieli d'Europa

Cultura, creatività, uguaglianza

«Provavano la sofferenza profonda di tutti i prigionieri e di tutti gli esiliati: quella di vivere con una memoria che non serve a niente» si legge nella Peste di Camus. E forse proprio in Europa si consuma oggi questa maledizione: colpisce i milioni di europei “prigionieri” di una crisi che sembra senza fine e senza nome, e si ripercuote sui milioni di “esiliati” che migrano attraverso un continente le cui rovine non sembrano più utili a nessuno.
Se ci fermiamo a pensare, infatti, il degrado dei monumenti e dei paesaggi, il declino delle città storiche e il diffondersi dei ghetti urbani si rivelano come i diversi segnali di una crisi non solo economica e politica, ma culturale: il patrimonio che ci circonda non è più un serbatoio di memoria ed energia civile, ma viene sfruttato solo in ottica turistica, ridotto a brand da un’Europa schiava dei Trattati e della Troika, schiacciata sull’eterno presente dei mercati.
Per invertire la rotta non basta appellarsi a un generico recupero della tradizione umanistica e a una nuova centralità della cultura, perché occorre chiedersi: quale tradizione? E quale idea di cultura?
Per rispondere a queste domande Salvatore Settis segue un percorso inedito e illuminante: dall’iconoclastia “diffusa” di questi anni alla centralità delle rovine nella storia europea, dalla necessità di ricalibrare l’idea di “classico” in un’ottica multiculturale fino alla genealogia di un’Europa nata dalla doppia eredità di Atene e di Gerusalemme, naturalmente portata a considerare la diversità come un terreno di crescita di una più feconda idea di “creatività”, di una più sincera idea di “uguaglianza”.
Al centro di questa ricognizione Settis pone la vituperata e però incandescente idea di Rinascimento: all’ombra delle grandi rovine dell’Impero Romano, i nostri avi seppero cogliere i semi di una nuova vita, di una possibile ricostruzione. La decadenza non è insomma che un’inevitabile fase di passaggio, la nera notte che prelude a un’alba: se lo vogliamo, ci sarà nuova luce sotto i Cieli d’Europa.


Salvatore Settis ha diretto a Los Angeles il Getty Research Institute (1994-1999) e a Pisa la Scuola Normale Superiore (1999-2010). È stato presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali (2007-2009) e tra i founding members dell’European Research Council (2005-2011).
È membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia delle Scienze di Torino, dell’Istituto Veneto, dell’American Philosophical Society di Philadelphia, dell’American Academy of Arts and Sciences, dell’Accademia Nazionale di San Luca, dell’Accademia delle Arti del Disegno e delle Accademie di Francia, di Berlino, di Baviera e del Belgio. Dal 2010 è presidente del Consiglio Scientifico del Louvre.
Fra i suoi ultimi libri: Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile, Einaudi 2010; Azione popolare. Cittadini per il bene comune, Einaudi 2012, Se Venezia muore, Einaudi 2014; Costituzione! Perché attuarla è meglio che cambiarla, Einaudi 2016; Architettura e democrazia. Paesaggio, città, diritti civili, Einaudi 2017.

  • Argomento Antropologia Arte
  • ISBN 9788851150143
  • Pubblicato nel 2017
  • Formato 13,5 x 21,0 cm, brossura con alette

€ 12,00 € 10,20
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