Il Principe
di Niccolò Machiavelli
curato da Tim Parks, Rinaldo Rinaldi

Il Principe

Introduzione di Tim Parks

Il Principe è l’opera «più letta e discussa, esaltata e vituperata, amata e odiata della letteratura politica di tutti i tempi». Questa definizione dello storico Federico Chabod non è esagerata, se si considera che l’opuscolo è all’origine della trattatistica politica moderna, e rende bene l’idea della fondamentale importanza che il trattato di Machiavelli ha avuto nell’evoluzione del pensiero occidentale.

Il libro, scritto nella seconda metà del 1513, rispecchia le complicatissime circostanze storiche dell’epoca, e si apre con il tentativo di categorizzare i diversi tipi di Stati e governi; oscillando tra storia antica e moderna, cerca poi di stabilire dei princìpi universali su come impadronirsi del potere e mantenerlo. L’opera è un resoconto persuasivo di comportamenti storici crudeli, presentati come cose che devono succedere: l’autore non deplora l’infelice status quo di un governante chiamato a scegliere se uccidere o essere ucciso, ma dà per scontato che i lettori sappiano che la vita, soprattutto quella politica, è di norma orribilmente spietata. Dedicato a Lorenzo de’ Medici e scritto per essere letto dai suoi contemporanei, con l’intenzione di avviare un dibattito con tutti i grandi storici e filosofi del passato, Il Principe fu pubblicato solo nel 1532, a vent’anni dalla sua composizione, e a cinque dalla morte del suo autore.

Nella vivace e informata introduzione, Tim Parks ripercorre, con la verve del narratore, gli intrecci tra il contesto politico che fa da sfondo all’opera, la personalità di Machiavelli e le particolari condizioni fisiche e psicologiche in cui versava l’autore al momento della scrittura. Per individuare quella “tensione” a cui «si deve gran parte del fascino e dell’ambiguità del libro» e ricostruire, dalla genesi alla sua fortunata ricezione, la storia di un’opera straordinariamente longeva e influente.


Niccolò Machiavelli (Firenze, 1469-1527), considerato il fondatore della scienza politica moderna, ha ricoperto importanti cariche diplomatiche, tra cui quella di primo ambasciatore cittadino, nella Firenze repubblicana tra la fine del Quattrocento e il primo decennio del Cinquecento. Allontanato dalla vita pubblica con l’instaurarsi della signoria medicea e costretto a un periodo di isolamento nel suo podere dell’Albergaccio a S. Andrea in Percussina, mentre tenta di riavviare la sua carriera politica si dedica all’attività letteraria. È in questi anni che compone le sue opere più importanti, rivelandosi scrittore estremamente lucido e appassionato.

Tim Parks, scrittore e traduttore inglese, risiede da anni in Italia, dove insegna presso l’Università IULM di Milano. Collabora con diverse testate italiane, inglesi e americane, tra cui “ilSole 24 Ore”, “The New Yorker”, “The Guardian” e “The New York Review of Books”. Ha tradotto in inglese, tra gli altri, Niccolò Machiavelli, Giacomo Leopardi, Alberto Moravia, Italo Calvino, Antonio Tabucchi e Roberto Calasso. Ha scritto numerosi romanzi e saggi; tra gli ultimi, ricordiamo Destino (Adelphi, 2001), La doppia vita del giudice Savage (Adelphi, 2005), Insegnaci la quiete (Mondadori, 2010), Il sesso è vietato (Bompiani, 2013), Romanzi pieni di vita (Laterza, 2014), Coincidenze. Sui binari da Milano a Palermo (Bompiani, 2014).

Rinaldo Rinaldi, professore ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università di Parma, ha lavorato su Umanesimo, Rinascimento e Novecento. È direttore di “Parole rubate. Rivista internazionale di studi sulla citazione/Purloined Letters. An International Journal of Quotation Studies”, consultabile online all’indirizzo www.parolerubate.unipr.it.

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